Fisiosport

Centro di Medicina dello Sport e cardiologia

(convenzionato con il S.S.N.)

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Chi siamo

Fondata nel 1985, Fisiosport S.r.l. sostiene numerose società sportive con migliaia di atleti provenienti da tutta la Regione Marche diventando così il più importante centro di Medicina dello Sport dell’intera Regione Marche.

La prima convenzione venne affidata nel 1986 (U.S.L. Fossombrone, poi U.S.L. Cagli ed altre). Con le varie modifiche legislative (vedi passaggio di U.S.L. a Zone Territoriali e poi Aree vaste) con l’Autorizzazione Regionale n.7 del 26/02/1992 Fisiosport S.r.l. venne Accreditata e Convenzionata con tutte le Aree Vaste del territorio Regionale.

Dal 1985 Fisiosport S.r.l. ha promosso e finanziato annualmente per 17 anni il “Convegno di Medicina dello Sport Passo del Furlo”. Convegno che vide espressa la sua prima edizione nel 1979 grazie alla volontà del Dott. Pelagaggia Maurizio (Specialista in Medicina dello Sport, Cardiologia e Medicina Preventiva ed Igiene) ed all’indispensabile supporto di altri illustri luminari della scienza medica come i Dott.ri: E. Mannarino, G. Montanari, S. Papa, L. Flacco, R. Rossi, V. Stocchi, R. Sassi (Precedentemente Responsabile Training Check e Sport Science presso Chelsea F.C. , Valencia C.F. , Atletico Di Madrid ed attualmente in forza alla Società Juventus F.C.) e Leonardo Vecchiet (Medico della Nazionale Italiana di calcio dal 1968 al 1990 partecipe di 6 Campionati Mondiali e 4 Europei) compianto MAESTRO grazie al quale, essendone stato il promotore, l'Italia si è dotata di una legge molto specifica sull'idoneità all'attività sportiva agonistica (D.M. 18.02.1982) e a quella non agonistica (D.M. 03.03.1983), che prevede una certificazione medico-legale susseguente a controlli clinici e strumentali obbligatori, con cadenza annuale, atti a scoprire eventuali patologie che potrebbero aumentare il rischio di morte improvvisa o provocare danni fisici importanti nell'atleta agonista.

L'importanza della visita

Cerchiamo di capire insieme perché è importante sottoporsi ad un’accurata visita medico-sportiva.

Lo è non solo perché è un obbligo di legge, ma soprattutto è fondamentale per garantire la salute dello sportivo. Può verificarsi che durante una visita sportiva l’atleta scopra di avere una patologia di cui non era a conoscenza. Mentre se lo sportivo è affetto da una patologia, può avere dal medico dello sport, oltre alla visita anche consigli utili sui tempi e sulle modalità di svolgimento dell’attività da intraprendere.

Ad esempio in un soggetto asmatico l’esercizio fisico svolto durante l’attività quotidiana o un’attività sportiva, può scatenare l’asma bronchiale. La presenza dell’asma da sforzo non deve portare all’abbandono dell’attività sportiva, in quanto tutti gli asmatici possono praticare sport, qualora l’asma sia controllato in maniera efficace.

E’ noto che l’attività sportiva migliora la glicemia, pertanto i soggetti diabetici possono praticare sport, avendo cura di pianificare in anticipo l’attività fisica, decidendo cosa mangiare e fare l’iniezione rapida di insulina 1-2 ore prima dell’esercizio, avendo cura di non iniettare il farmaco nelle zone coinvolte nel gesto atletico (es. gambe per i ciclisti e braccia per i tennisti). Nella fase post esercizio caratterizzata da ipoglicemia da stress, è necessario che il diabetico assuma un razione supplementare di carboidrati. E’ buona norma che lo sportivo, tenga a disposizione una bustina di zucchero o qualcosa di similare da utilizzare al bisogno in caso di ipoglicemia. E’ opportuno che lo sportivo diabetico avvisi la Direzione del centro sportivo della sua patologia, in modo tale che all’interno dello staff del centro venga individuata una o più persone in grado di intervenire in caso di ipoglicemia.

Anche in caso di riabilitazione di un atleta che ha subito una lesione traumatica, la visita medico sportiva assume un aspetto determinante. Ad esempio negli atleti che praticano sport da contatto, la lussazione della spalla è un evento frequente, spesso si verificano anche distorsioni del ginocchio con lacerazioni della capsula, legamenti tendinei o rottura di menischi. La distensione violenta determinata da un’energica contrazione muscolare può provocare soluzioni di continuo nelle fibre. Quindi, una scrupolosa visita medico-sportiva è fondamentale anche per consigliare all’atleta la tipologia di movimenti che può fare sia il tempo che dovrà dedicare allo sport al fine di consentirgli una buona riabilitazione. Gli obiettivi primari della riabilitazione, dopo una lesione muscolare, tendinea e articolare sono la ripresa di una buona articolarità, la ripresa della forza e della resistenza muscolare, la ripresa di una buona estensibilità del tessuto connettivo di muscoli e tendini fino ad un allungamento ottimale nonché la ripresa della coordinazione motoria.

L'importanza dell'attività fisica

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per attività fisica si intende un qualunque sforzo esercitato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un consumo di energia superiore a quello delle condizioni di riposo. Risulta evidente che dalla definizione dell’OMS, non si parla solo di attività sportive ma anche dei semplici movimenti quotidiani, quali il camminare, andare in bicicletta, fare le scale, fare giardinaggio, fare i lavori domestici, ecc.

La sedentarietà è un fattore di rischio per numerose patologie, quali le malattie cardio-vascolari, il diabete, le neoplasie, quindi un esercizio fisico regolare e praticato con continuità, determina un miglioramento del sistema energetico del muscolo e un miglioramento delle condizioni generali dell’organismo. Inoltre praticando un’attività fisica regolare il cuore è più resistente alla fatica, un cuore allenato pompa una quantità di sangue maggiore senza dispendio supplementare di energia.

Non è mai troppo tardi per cominciare a muoversi, non c’è un livello minimo per avere benefici, anche un poco di attività è preferibile al nulla, e i benefici compaiono non appena si inizia ad essere attivi.

Praticare un esercizio fisico in modo regolare e moderato aiuta a controllare il soprappeso, migliora la pressione arteriosa, riduce il tasso di colesterolo ematico, previene e controlla il diabete, riduce lo stress, riduce il bisogno di fumare, ed è un’attività socializzante.

Per ottenere una buona performance fisica è sufficiente effettuare 30 minuti al giorno di attività fisica moderata, che può essere ottenuta ad esempio andando a lavorare a piedi o in bicicletta, non prendere la macchina per brevi tragitti, fare lunghe passeggiate con il nostro “amico” a quattro zampe, effettuare una corsa nel parco, fare le scale anziché prendere l’ascensore, scendere un paio di fermate prima dall’autobus, andare a ballare o dedicarsi al giardinaggio o ai lavori domestici.

Tuttavia praticare un’attività fisica intensa può anche risultare dannoso per l’organismo soprattutto nei bambini. Ad esempio un bambino obeso non dovrebbe praticare sport che determinano eccessivi carichi muscolari in quanto è più suscettibile a sviluppare deformità ossee che a loro volta possono predisporre a problemi ortopedici. Quindi particolari attività sportive possono anticipare o peggiorare situazioni cliniche per aumentato stress muscolare in presenza di masse muscolari non adeguate. Praticare sport comporta dei rischi che possono condurre a problematiche acute o a vere e proprie emergenze, a problematiche d’organo o meccaniche e a problematiche di natura psicologica e comportamentale. Pertanto è buona norma prima di intraprendere uno sport effettuare una buona visita dal medico dello sport, il quale valuterà le categorie di sport più idonee per ogni singolo soggetto. Effettuare sport in maniera intensa ed assidua, può quindi in alcune condizioni, rivelarsi dannoso e non salutare per l’organismo.

E’ ancora attuale quindi, anche per la pratica sportiva, la massima oraziana “est modus in rebus”.